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Domande e risposte sul certificato di malattia
Giovedì 03 Febbraio 2011 07:25
a cura di Maurizio Verducci, approfittando della collaborazione della dr.ssa Donatella Contessa, Responsabile della Medicina Legale dell’INPS per la regione dell’Umbria, e del dr. Francesco Bonini, Responsabile U.O. Medicina Legale della ASL 4 Umbria.
Per formulare domande inviare una e-mail al curatore del sito attraverso l'opzione - Contatti - nella Home page.

 

 

Chi sono i MEDICI tenuti alla trasmissione telematica dei certificati di malattia?
 

Tutti i medici iscritti agli Albi in possesso del codice d’accesso. Anche gli ODONTOIATRI possono richiedere il codice di accesso e certificare, ovviamente solo per le prestazioni da loro effettuate.
 

Come si acquisisce il CODICE di accesso?
 

I medici dipendenti ed i convenzionati possono richiederlo alla rispettiva direzione aziendale (nella ASL 4 la consegna avviene al 4° piano della sede di via Bramante, sig. Marco Avena).
Altrettanto avviene per i sostituti di Continuità Assistenziale.
Per i liberi professionisti (compresi i neo-laureati) è attivata la concessione attraverso l’Ordine dei Medici.
 

Come si procede in caso di DISABILITAZIONE dell'accesso (ad esempio per digitazione ripetuta di password errata)?

Contrariamente a quanto affermato nel comunicato stampa della SIT (Società Italiana Telemedicina @ Sanità elettronica) del 13 dicembre 2010 è necessario richiedere un nuovo codice di accesso come sopra descritto.


Come possono redigere i certificati di malattia i SOSTITUTI dei medici di medicina generale non ancora in possesso del codice di accesso?
 

Il problema non dovrebbe porsi in quanto l'assegnazione dei codici di accesso è stata attivata presso l'Ordine provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri.

Solo in caso di emergenza si può ipotizzare che per i dipendenti privati vadano usati i modelli INPS in possesso del medico titolare della scelta. In loro mancanza e in attesa che l'INPS provveda alla ristampa non resta altra possibilità che il certificato su carta intestata del sostituto, in doppia copia, precisando che il certificato viene redatto durante la sostituzione del titolare e che non viene utilizzato il modello INPS per indisponibilità.
Nel certificato vanno riportate le generalità del paziente, la data di rilascio, la data di inizio della malattia e la data di fine prognosi. La diagnosi andrà riportata solo sulla copia da inviare all'INPS, sulla quale il lavoratore aggiungerà il proprio indirizzo e i dati relativi al datore di lavoro.
Per i dipendenti pubblici andrà redatto il consueto certificato su carta intestata.
 

I SOSTITUTI privi di codice di accesso possono compilare i certificati usando il codice del titolare?

No. Per il sostituto si configurerebbe il reato di "falso in atto pubblico" e per il titolare si tratterebbe di un'indebita assunzione di responsabilità ed inoltre incorrerebbe nelle sanzioni previste per la inosservanza delle norme sulla sicurezza informatica.

 

Il certificato di malattia redatto dal SOSTITUTO soddisfa la normativa relativa ai "controlli sulle assenze" per i dipendenti della Pubblica Amministrazione?

Sì. Anche se il comma 1 dell'art. 55-septies introdotto dall'art. 69 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 prevede che "Nell'ipotesi di assenza per malattia protratta per un periodo superiore a dieci giorni, e, in ogni caso, dopo il secondo evento di malattia nell'anno solare l'assenza viene giustificata esclusivamente mediante certificazione medica rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale.", il medico sostituto a norma dell'art. 37 dell'Accordo Collettivo Nazionale per la Medicina Generale "assume direttamente e formalmente, all’atto dell’incarico di sostituzione da parte del medico sostituito, le responsabilità professionali inerenti tutte le attività previste dal presente Accordo." e pertanto va considerato a tutti gli effetti equivalente al medico convenzionato per tutto il periodo della sostituzione. E' bene, comunque, che tale circostanza sia documentabile (dichiarazione di sostituzione alla ASL, fattura per sostituzione riportante le date...) e che la qualifica di "sostituto del dr. ..." sia riportata nello spazio libero del certificato on line.


Per quali CITTADINI la certificazione di malattia va inviata per via telematica?

Per tutti i dipendenti sia del settore privato (impiegati e dirigenti compresi) che di quello pubblico. E' esentato solo il personale delle Forze Armate e dei Corpi Armati dello Stato e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ( D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 "Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese"), che restano gli unici soggetti ai quali deve essere rilasciato il certificato cartaceo.

Oltre ai casi sopra riportati, esistono altre condizioni in cui va redatto un CERTIFICATO CARTACEO

Sì. Per i dipendenti della pubblica amministrazione va redatto ANCHE un certificato cartaceo quando ricorrono le condizioni per le quali non si applica la decurtazione dello stipendio: assenze dovute ad infortunio sul lavoro o a causa di servizio, oppure a ricovero ospedaliero o a day hospital, nonché assenze relative a patologie gravi che richiedano terapie salvavita (art. 71 D.L. 112/2008 convertito in L. 133/2008).  In ossequio alla normativa sulla privacy è opportuno certificare la condizione omettendo la diagnosi.


E' obbligatoria la consegna all'assistito di COPIA CARTACEA del certificato inviato telematicamente?

Si, fino al 13 settembre 2011. Poi sarà sufficiente la comunicazione del numero di protocollo del certificato, attraverso il quale il datore di lavoro ed il cittadino stesso possono verificare i dati di proprio interesse direttamente nel sito INPS. Sarà opportuno, comunque, evitare conflitti con il paziente che ne facesse richiesta.


Quali sono le FASCE ORARIE di reperibilità a domicilio per i lavoratori in malattia?
 

Per i dipendenti del settore privato dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19.

I dipendenti pubblici devono essere reperibili dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18. Questi ultimi sono esclusi dall'obbligo di rispettare le fasce di reperibilità se "l'assenza è etiologicamente riconducibile ad una delle seguenti circostanze: patologie gravi che richiedono terapie salvavita, infortuni sul lavoro, malattie per le quali è stata riconosciuta la causa di servizio, stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta" (condizioni che vanno documentate con certificato cartaceo in aggiunta a quello on line) o se "è stata già effettuata la visita fiscale per il periodo di prognosi indicato nel certificato" (DPCM 18 dicembre 2009 , n. 206). Nel caso che il dipendente pubblico debba allontanarsi dal domicilio durante le fasce orarie di reperibilità per visite mediche, terapie o accertamenti, deve preventivamente avvisare l'amministrazione e deve presentare un'attestazione del medico o della struttura, anche privata, in cui è stata effettuata la prestazione (D.L. 98/2011); queste disposizioni sono valide anche per le categorie di dipendenti pubblici esentati dalla certificazione on line.


Che cosa fare in caso di RICOVERO o prestazione di Pronto Soccorso.
 

I giorni di ricovero e/o la giornata in cui è stata eseguita la prestazione di P.S. sono indennizzabili a seguito di certificazione on line o, in sua mancanza, dietro presentazione all’ INPS di certificazione redatta su carta intestata della struttura, recante le generalità dell’assicurato, la data del rilascio, le date di inizio e fine ricovero, la firma leggibile del medico e l’indicazione della diagnosi.
Tale certificazione deve essere inviata a cura del lavoratore entro due giorni dal rilascio, completata con i dati relativi all’azienda presso la quale è occupato, la sua abituale residenza ed eventualmente il diverso temporaneo recapito al fine della predisposizione dei previsti controlli.
Nel caso di prestazioni effettuate in Day Hospital, il requisito della sussistenza dello stato di incapacità lavorativa, necessario ai fini della indennizzabilità dell’evento, si intende realizzato sia quando la permanenza nel luogo di cura copre la durata giornaliera dell’attività lavorativa, sia, nel caso di permanenza inferiore, quando il medico dell’INPS ritenga che la prestazione erogata in regime di day-hospital sia incompatibile con l’attività lavorativa.
Anche in questo caso occorre che siano specificati su carta intestata della struttura, come in caso di ricovero, le generalità dell’assicurato, la data di rilascio e della prestazione, la firma leggibile del medico, la diagnosi.
Nel caso di dimissioni protette, la condizione di degenza viene temporaneamente sospesa, non conclusa. Durante tali periodi il soggetto si rapporta alla struttura di ricovero nelle giornate programmate e tra l’uno e l’altro appuntamento può anche aver recuperato la propria capacità al lavoro. Il periodo intermedio tra un appuntamento e l’altro non è equiparabile al ricovero ai fini erogativi a meno che l’incapacità lavorativa non venga opportunamente documentata con certificazione rilasciata dall’ospedale o dal curante. Anche nel caso delle dimissioni protette,deve essere certificata la incapacità lavorativa e devono essere indicate le generalità del paziente, la data di rilascio, la firma del medico, l’indicazione della diagnosi, il datore di lavoro, il domicilio presso il quale il lavoratore si trova durante la malattia.
 

Che cosa fare in caso di CONVALESCENZA dopo un ricovero ospedaliero?
 

Eventuali prognosi formulate dalla struttura in seguito a ricovero o a prestazione di P.S. sono valide per la copertura assicurativa solamente se contengono un riferimento esplicito ad uno stato di incapacità al lavoro, non basta la semplice “prognosi salvo complicazioni”.
In sua mancanza la convalescenza deve essere certificata dal medico curante il giorno successivo alla dimissione o, al massimo, il secondo giorno come “continuazione”, indicando come data di inizio quella del giorno successivo alla dimissione.
Per quanto riguarda la certificazione per il periodo del ricovero il paziente non deve fare nulla se l’ospedale ha provveduto alla certificazione di malattia per via telematica.

In caso contrario il dipendente privato deve presentare all’INPS (ha tempo un anno) la certificazione del ricovero con le caratteristiche sopra elencate. Il dipendente pubblico deve presentare identica documentazione all'amministrazione da cui dipende.

  

Che cosa fare in caso di CAMBIO DI DOMICILIO durante la malattia?
 

Il paziente deve comunicare tempestivamente il nuovo domicilio per fax alla sede INPS. Questo vale anche in caso di ricovero in ospedale intervenuto durante una malattia inizialmente domiciliare.
 

Che cosa fare in caso di GUARIGIONE ANTICIPATA per permettere il rientro al lavoro?
 

Va redatta on line la “rettifica” del certificato, per la quale è necessario ricordare il codice assegnato al certificato da rettificare. Non è possibile ridurre telematicamente la prognosi assegnata con certificato redatto da altro medico; in questo caso bisogna redigere una certificazione cartacea come indicato nel successivo punto "E' possibile RETTIFICARE O ANNULLARE un certificato". Non è possibile "rettificare" un certificato già inviato aumentando la prognosi; in tal caso va redatto un certificato di "continuazione" alla scadenza del precedente od anche in anticipo, mai in ritardo per più di un giorno, pena la decurtazione della retribuzione.
 

E’ possibile redigere una certificazione di malattia per ACCERTAMENTI diagnostici?
 

La questione è controversa. E’ ragionevole certificare in caso di accertamenti urgenti non effettuabili al di fuori dell’orario di lavoro oppure di accertamenti invasivi che richiedano una “convalescenza”. Nel caso di dipendenti pubblici il D.L. n. 98 del 6 luglio 2011 stabilisce che "Nel caso in cui l'assenza per malattia abbia luogo per l'espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici, l'assenza è giustificata mediante la presentazione di attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione" e la circolare esplicativa n. 10 del 1 agosto 2011 precisa che, fino all'adeguamento del sistema di trasmissione telematica, le attestazioni possono essere prodotte in forma cartacea.
 

Quando si parla di “RICADUTA”?
 

Quando la stessa patologia si ripresenta entro un mese dalla guarigione.
 

Che cosa fare in caso di nuova patologia insorta durante un’assenza dal lavoro per altra causa, che ne provochi il PROLUNGAMENTO?
 

Si redige un certificato di “continuazione” segnalando la nuova diagnosi. La redazione di un certificato di “inizio” potrebbe comportare una perdita economica per il lavoratore. Non è possibile parlare di “ricaduta” in caso di patologia diversa insorta dopo la ripresa del lavoro, ancorché avvenuta entro un mese dalla guarigione.
 

Se non è possibile compilare il certificato on line lo stesso giorno della visita (ad esempio visita effettuata di sera senza la possibilità di collegarsi) ma il giorno dopo, quale va indicata come “DATA DI RILASCIO”?
 

Quella del giorno della visita (il sistema accetta anche la data del giorno precedente quello in cui ci si collega) perché altrimenti, nel caso in cui la malattia fosse iniziata il giorno precedente la visita, il primo giorno di assenza dal lavoro non sarebbe pagato.
In ogni caso la "data di rilascio" deve assolutamente coincidere con la "data della visita" altrimenti si incorre nel reato di "falso ideologico in atto pubblico".


E' possibile certificare una malattia riferita dal cittadino "A POSTERIORI", dopo la ripresa del lavoro?

No !

 

E' possibile RETTIFICARE o ANNULLARE un certificato?

Il sistema permette soltanto la rettifica consistente nella riduzione della prognosi, da effettuare entro il termine di scadenza del certificato. L'annullamento è possibile soltanto entro il giorno successivo alla data del rilascio.

Si può ottenere l'annullamento in tempi successivi (o la rettifica di certificato redatto da altro medico) facendo pervenire alla sede INPS di Terni una richiesta scritta contenente: nome e cognome, data di nascita e codice fiscale del lavoratore, data di inizio e di scadenza del certificato da annullare, timbro e firma del medico, meno importante il numero di protocollo. Essenziale, invece,  una motivazione adeguata per l'annullamento. La richiesta va inviata all'attenzione della dr.ssa Contessa o dell'infermiera Salvatelli al numero di fax 0744 485321; è possibile, in alternativa, l'invio della richiesta scannerizzata come allegato di posta elettronica all'indirizzo e-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Nel caso di dipendente di pubblica amministrazione la richiesta di rettifica va inviata non all'INPS ma all'ufficio personale dell'amministrazione presso cui il paziente lavora.

Ultimo aggiornamento Venerdì 31 Gennaio 2014 23:18
 
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